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IL MONDO DI SOTTO


Io adoro il mare, adoro guardarlo e ascoltarlo. Sono nato sulle Alpi Retiche e l'immenso blu mi ha sempre affascinato. Ma ne ho paura, ho paura di andare sotto, di nuotarci dentro senza vedere cosa ho sotto. La paura dell'elemento non mi impedisce una fruizione riverente. Sono anzi curioso di sapere, a distanza di sicurezza, cosa celano quelle profonditá.

Era il 1943 quando Jacques-Yves Cousteau inventó e brevettó quello che sarebbe diventato lo strumento preferito di milioni di appassionati di subacquea, il respiratore. Da li a poco, con la sua Calypso, Cousteau esploró le acque piú interessanti del pianeta. Sono passati 80 anni e il caso vuole che mi ritrovi in una cantina pesarese alle prese con delle scatole di cartone. Il mio piccolo oceano di tesori, nonostante sia di facile conquista, mi riserva l'inaspettato. Una vecchia muta da sub bucata dal tempo, pinne, occhiali impolverati e piccole scatole di diapositive che raccontano di fondali lontani per i piú, irraggiungibili per me. Nasce cosí questa serie fotografica del mondo di sotto, mia unica possibilitá di provare la brezza dell'avventura sottomarina. Per questa serie ho lavorato in camera oscura, usando le diapositive come matrice e le lastre di vetro come carta da stampa. Il mio "profondo blu" é il rosso soffuso della luce attinica, la maschera per i vapori chimici é il mio respiratore con l'ossigeno. A piú riprese, mi sono immergerso per rivivere la visione di un uomo di un altro tempo, che ha impressionato su cellulosa la sua avventura nel mondo di sotto, lontano da casa, nel silenzio dell'oceano. Il connubio tra la ricerca d'archivio e tecniche fotografiche alternative.

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